Ho praticato diversi sport in passato per esempio arti marziali, nuoto, apnea con applicazioni di pranayama e tutti mi hanno permesso di migliorare la gestione della struttura fisica, il controllo dei movimenti e delle emozioni, il rapporto tra mente e corpo. Mancava sempre però qualcosa e la provenienza dalle arti marziali mi aveva portato a considerare la pratica di discipline interne che evitassero contrazioni muscolari, shock e sollecitazioni delle articolazioni e coinvolgessero tutta la struttura fisica in maniera fluida, continua, equilibrata e consapevole. Mi interessai quindi al Tai Chi e per caso qualche anno fa trovai l’occasione per provare con Pietro Papisca.
Mi resi subito conto, nonostante le evidenti difficoltà iniziali, del valore e dell’efficacia di quanto stavo sperimentando: i movimenti lenti, fluidi e controllati in un continuo divenire di forze assorbite, restituite o lasciate sfogare, permettevano di evitare contrazioni ed impatti con evidenti benefici per colui che riusciva a gestirle. Si trattava di ottenere una struttura fisica in equilibrio statico e dinamico (come avviene in natura) sulla sua base di appoggio (la terra) aperta verso l’alto (cielo) e verso l’esterno, padrona del suo spazio fisico.
Al di la di molti racconti sul Tai Chi a carattere mistico che fanno riferimento a poteri, capacità ed energie sovrumane, esaltate anche da una letteratura e filmografia fantasiosa, nonché a miracolose proprietà curative si ha a che fare con una profonda conoscenza della fisiologia e meccanica umana che ha permesso di costruire una disciplina di alto livello, estremamente efficace dal punto di vista marziale e del benessere fisico perché rispetta la struttura del corpo sfruttando al massimo i principi biologici e fisici.
Non per nulla è possibile riconoscere nei gesti e nelle posizioni molti movimenti e pratiche proprie delle ginnastiche posturali ovviamente con varianti estremamente efficaci. Chi scrive, a parte gli aspetti marziali, ha trovato beneficio nel controllo della posizione, soprattutto della schiena e nel rilassamento muscolare, contro gli stress a cui si è sottoposti continuamente.
Occorre però ricordare che il Tai Chi è una disciplina e come tale richiede volontà, passione, pazienza e dedizione più di altre attività dove i risultati sono più facili, arrivano prima o sono più evidenti ma non danno per loro natura gli stessi benefici o addirittura fanno danni. E’ richiesto tempo ed applicazione ma questi possono essere trovati considerando che qualsiasi gesto nell’attività quotidiana può essere trasformato in un esercizio di Tai Chi.