Ho cominciato a praticare Tai Chi per…forza. Il mio medico di base (una dottoressa eccezionale) nel diagnosticarmi il morbo di Parkinson, mi raccomandò questa pratica ed io, volendo almeno evitare la palestra, mi cercai qualcuno che facesse attività all’aperto. L’incontro con il maestro Pietro è quindi stato piuttosto casuale e certamente non sono in grado di giudicare la sua professionalità, che pure mi pare notevole; ma, data la mia passata professione, mi è piaciuto il suo modo di utilizzare il linguaggio nell’insegnamento facendolo oggetto di una ricerca che si va facendo più profonda negli anni. Con questo strumento può raggiungere anche allievi che, come me, non sono molto disponibili ad usare i “neuroni specchio”. Il vantaggio fisico d’altra parte è evidente dal momento che sono qui a raccontarlo.