Quando mi rivolsi a Pietro avevo già una certa conoscenza del Tai Chi Chuan specialmente nella forma Yang che avevo praticato già in Inghilterra e per un breve periodo a Roma. L’esperienza inglese è stata di valore, a Roma, invece non avevo trovato subito quanto cercavo.
Quello che cercavo era un approccio che mi permettesse di attivare certi processi interni e certi meccanismi di equilibrio, coordinazione e radicamento. I processi interni mi servivano come parte di un processo di contrasto a un problema di salute mentre equilibrio, coordinazione e radicamento mi servivano in termini più generali per il mio benessere personale.
Quando inizia la ricerca volevo una pratica salutistica. Ciò nonostante scelsi Pietro che prometteva che la pratica marziale efficace presuppone la salute.
Il contatto con Pietro è stato davvero eccezionale: Pietro riconosce rapidamente le tue esigenze fisiche ed entra in contatto con queste esigenze in modi diversi con allievi diversi e lo fa sia sul piano fisico che psicologico ed emotivo. Il primo approccio fu piuttosto intenso perché mi richiamava e correggeva spesso durante la pratica. Cosa interessante perché più si andava avanti e peggio era! in un certo senso era meglio essere all’inizio piuttosto che essere un praticante più esperto. Le correzioni con il procedere dell’esperienza diventavano sempre più precise puntuali e certe volte difficili da mettere in pratica.
Vengo all’esperienza della pratica del Tai Chi Chuan. Prima dicevo che conoscevo abbastanza della disciplina. Conoscevo ma non avevo pratica e la pratica precede e completa il resto. Se si ha una buona pratica si possono anche scrivere testi ma i testi elaborati da persone con poca esperienza fattiva sono di solito vuoti in termini di sostanza e di suggerimenti su come realizzare posizioni, tecniche di combattimento e sequenze di movimenti. La pratica del Tai Chi Chuan è molto ricca e incredibilmente dettagliata: una rotazione può non produrre l’effetto di trascinamento desiderato perché non è stata effettuata con l’angolo giusto. Si può non riuscire ad atterrare un’avversario con un Loi perché si comincia il gesto prima con le braccia e poi con le anche.
La pratica della forma del Tai Chi Chuan, anche se eseguita in solitario può essere estremamente appagante ed è il contesto in cui si cercano – e spesso si ottengono – eleganza ed armonia. Anche qui c’è un’armonia proficua in cui si esercita forza gestendo forti compressioni sulle gambe e mantenendo la parte superiore del corpo in crescente rilassatezza ed espansione e c’è un’armonia vuota in cui sono belle le gestualità ma sono prive di efficacia.
Avrei ancora tanto da scrivere. Il fatto è che sono ancora in cammino per imparare e crescere e immagino che più avanti scriverò meglio e di più con meno parole!